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Alberto Bongini

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Alberto Bongini, torinese del 1956, risiede a Torino, Via Passo Buole n°66. Architetto e artista versatile, pur disegnando e dipingendo da molti anni, ha iniziato a esporre in continuità solo negli anni Novanta.
Ha tenuto personali a Torino, Lugano, Chieri, Mondovì, Milano, Carignano, Gallarate, Pisa ecc., e collettive in Germania e in Giappone ma soprattutto in Italia, alcune delle quali in Toscana (Camaiore, Firenze, Massa, Capraia Fiorentina, Pietrasanta, San Vincenzo, Viareggio...) dove – in Versilia – ha da alcuni anni uno Studio dove lavora periodicamente.
Autore di copertine per pubblicazioni, è ben noto anche per taluni “Ritratti” pubblicati sui periodici
“Arte & dintorni” e “ItaliArte”. Di spicco la sua partecipazione su invito alla mostra di gruppo tenuta a Villa Paolina Bonaparte “Viareggio e l’astrazione nell’ambito toscano dal dopoguerra ad oggi” (2008) con due significative opere accanto a quelle dei vari Vinicio Berti, Gianni Dova, Amedeo Lanci, Gualtiero Nativi, Giulio Turcato...
Sue sono le quasi cento illustrazioni-interpretazioni grafico-pittoriche inserite nel volume di Lodovico Gierut “Lavorare il marmo. Arte Artigianato Industria”, edito dal Comitato Archivio artistico-documentario Gierut sorto per ricordare la figura della poetessa e artista Marta Gierut. Presentazioni e recensioni di Lorenzo Barberis, Elisa Bergamino, Silvio Bertotto, Giuseppe Biasutti, Arianna Castagno, Paolo Castagno, Walter Falciatore, Guido Folco, Fabrizio Galli, Lodovico Gierut, Sergio Innocenti, Valentina Leone, Laura Montabone, Roberto Alfredo Pera, Linda Piardi, Sergio Zanichelli e altri. E’stato premiato in concorsi di pittura e grafica a Saluzzo e a Gallarate.
Fa parte della fondazione torinese Paolucci. Ha lavori in collezioni pubbliche e private anche a livello internazionale.

Dire di Alberto Bongini significa ripercorrere soprattutto i primi anni della sua inesausta ‘ricerca’ artistica in questo Terzo Millennio, che lo vede finalmente partecipare da vero e proprio protagonista ad un’intensa vita espositiva con mostre di gruppo e personali, soprattutto in Piemonte e in Toscana. Ottimo disegnatore e gran conoscitore della storia dell’arte specialmente per ciò che attiene i vari movimenti internazionali del secondo Novecento, non ama la cosiddetta “ripetitività”, nel senso che una volta scelto e affrontato un tema, lo porta in essere in modo così profondo, con modifiche anche sostanziali, che è la stessa fantasia – sempre basata su fondamenti realistici – a condurlo verso altri lidi, a nuove ricerche, mai stanco d’indagare entro sé e verso una quotidianità sempre in movimento.
Difficile dire se il segno anticipa il colore o viceversa. Il tratto, la macchia, l’aggrumarsi di elementi chimici, l’aggiunta di microstrutture plastiche e metalliche provenienti da ogni latitudine e longitudine (tutte con una propria storia), l’uso di materie e di materiali generalmente considerati meno usuali, fanno di Bongini un pittore (ma forse chiamarlo così è un po’ restrittivo...) che non conosce barriere e steccati, amante com’è della natura e di quell’universalità nella quale – a buon diritto – vive. White touch, Dialoghi d’infinito blu, Fusion painting, Fantamarmi, Fantapuane... sì, queste sono alcune tra le sue argomentazioni, o tematiche, come ciascuno vuol denominarle. Attimi, mesi e anni di riflessione, di analisi di quel percorso al quale ognuno di noi appartiene, e lui – l’artista – ci sorprende ancora quando spande generosamente tutto intorno la forza di una sensibilità che si unisce mirabilmente al dialogo e alla memoria, al racconto e alla comunicazione   - Lodovico Gierut - Critico d’arte


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