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Sguazzi Federico

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Federico Sguazzi nasce a Suvereto nel 1961 in alta Maremma tra le colline e la piana che guarda l’Isola d’Elba.
Avrebbe fatto volentieri il Liceo Artistico, se qualcuno ce lo avesse iscritto come pure, dopo, l’Accademia delle Belle Arti.Esordisce con la prima mostra nel 2005 a Suvereto, presso il Museo Artistico della Bambola, da qui seguono altre mostre a Castagneto Carducci, Donoratico, Campiglia, Venturina, Monteverde Marittimo, Cenaia, Livorno, Firenze e Milano.
Di lui si sono già espressi positivamente diversi critici in ambito locale e nazionale.
Le sue opere hanno un forte sapore esoterico e i suoi quadri sembra abbiano un’anima tanto da poter interagire con chi li guarda.
Come dice Federico “
Se ogni cosa ha un’anima, se risvegliata allora ci rende liberi! Perché l’arte è liberazione e non libera solo chi la fa ma rende libero anche chi la guarda!
Filo spinato, polistirolo consunto, bacche di carruba, ossa, fogli di ruggine, legni di mare……..
con questi materiali Sguazzi realizza i propri lavori, le proprie “ricreazioni”.
In tutto ciò che è ormai svuotato di funzione e di significato, non necessariamente destinato alla spazzatura, ma piuttosto senza più una destinzione di valore e perciò rifiutato, in tutto questo egli percepisce qualcosa. Si tratta di un procedimento emozionale, che ha quasi dell’esoterico; nella combinazione di queste “cose” tra loro l’artista sente uno spirito al quale permette, attrraverso le proprie opere di prendere corpo, di acquistare una forma nuova, ma che gli è dovuta, poiché appartiene ad esso. In questo modo, dunque lo rianima, lo ricrea.
I segni cambiano quindi di significato: il nodo del filo spinato, a contatto con legno, con la solida granulosità della calce e la compattezza lucida del catrame, da simbolo di dolore si schiude innocuo come le dita che aprendosi, sciolgono il pugno.
La lamiera arrugginita, da carcassa, rivela un volto espressivo. I legni i rami secchi e la plastica arsa, combinano insieme silenziosi spiriti sorridenti.



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